Il Giardino degli Inutili

...il template lo FINISCO domani.

lunedì, 28 agosto 2006

...'na tazzulella 'e cafè...

Molto bene.
Siamo arrivati al caffè, una delle prove cruciali, data l’importanza che questa bevanda riveste per un italiano e, in particolare, per un napoletano quale il sottoscritto.
Permettetemi di mettere subito in chiaro una cosa fondamentale: come si dice dalle mie parti, cca nisciun è fess (qua nessuno è fesso), ciò a dire che non mi sono certo avvicinato al caffè che si trova da queste parti con la vana speranza di ritrovare qualcosa di anche lontanamente paragonabile a quello che si beve in Patria. Diciamo che, pensando a questa roba, credo che il paragone più prossimo e pertinente che possa venire in mente sia quello col the, o con una tisana, date le caratteristiche di quello che vi ritrovate nella – grande – tazza: una bevanda molto lenta, semitrasparente, liquida come l’acqua.
Con questo spirito, girando per il supermercato, ho comprato il barattolo di caffè solubile che potete ammirare in questa foto.

caffè

Visto? Bene. Una volta a casa, ho preso dell’acqua calda, ci ho versato un cucchiaino di polvere di caffè (tenendo presente che il risultato doveva essere una broda sciacqua) e una bustina di zucchero. Ecco quello che ne è venuto fuori.

caffè

Avverto un odore un po’ strano: è caffè, ma non è aromatico come quello a cui sono abituato: è un profumo molto flat. OK, assaggiamo.

caffè

Mmmm. È come pensavo: un gusto piatto. Sa di caffè, ma è lento, non mi entusiasma più di tanto, ma non fa poi schifo. E qui commetto l’errore: aggiungo un altro cucchiaio abbondante di polvere di caffè. Adesso il colore è più deciso, non è praticamente più trasparente, è molto simile al caffè italiano. Assaggio… e per poco non ci resto! Mio dio, terribile: uno schifo tremendo, questa roba pizzica in gola. Praticamente CATRAME!!
OK, mi sono fatto fregare. Però tutto sommato nella prima versione il mio caffè non era male.
Voto: senz’infamia e senza lode.

caffè

Ma non pensate che sia finita qui, eh? Sempre alla ricerca di un buon caffè, compro un’altra confezione, questa volta di marca (la precendente la produce il supermercato stesso).

caffè

All’apertura, l’odore è certamente migliore: stavolta sembra un buon caffè, ne percepisco l’aroma e non mi dispiace. Ripeto l’esperimento, e mi soddisfa di più. Sì, sono sulla strada giusta. Se raddoppio la dose di polvere, stavolta non creo catrame, ma una bevanda al gusto di… liquirizia. Non si sa mai, potrei anche offrirla a qualcuno spacciandola come tale.
Il problema è che lo zucchero qui non zucchera: una bustina non ha quasi effetto. Per mia fortuna in ostello c’è del dolcificante (logico: in questo Paese sono esperti di sofisticazioni alimentari, potevano mai farsi mancare lo zucchero finto?).

caffè

La bustina è fantastica: Sugar Twin! Tastes like sugar!! Meno male che non sa di sale, se no erano dolori! Mi faccio un’altra tazza, aggiungendo questa roba, e … accidenti: funziona davvero! Ed è potentissimo: una bustina dolcifica come tre o quattro di zucchero!! Miracoli della chimica…

caffè

Andiamo a spulciare un po’ negli ingredienti: questa strana polvere bianca, dai cristalli aciculari (sono come tanti aghetti, mi ricordano un materiale con cui ho lavorato) contiene ciclamato sodico. Cerco un po’ con google ed ecco cosa viene fuori:

Ciclamato
Il ciclamato è il sale sodico o calcico dell’acido cicloesilsulfamidico. È impiegato da oltre 30 anni nella preparazione di cibi dietetici e soft drinks. I ciclamati sono eliminati principalmente dal rene e in misura minore dall’intestino; una parte, circa il 30%, viene metabolizzata in cicloesamina, tale metabolita ha dimostrato di provocare cancro nella vescica dei ratti. Per tale motivo la FDA americana ha proibito, dal 1987, l’uso del ciclamato in tutto il territorio degli Stati Uniti. Numerosi studi, effettuati successivamente, tendono a dimostrare che questa carcinogeneità è specifica per il ratto, poiché questa specie animale metabolizza il ciclamato differentemente dall’uomo. La FAO/WHO, dopo aver preso visione di tutti gli studi effettuati, ha raccomandato di non superarne una dose giornaliera, espressa come acido ciclamico, pari a 0-11 mg/kg. I ciclamati possono inoltre causare: dermatite, prurito, eczema e fotosensibilizzazione.

Come al solito sto rischiando la pelle senza saperlo. Bah, ormai mi fa né caldo né freddo.
Però manca ancora qualcosa al mio caffè: una goccia di latte! Sarà ottima per equilibrare definitivamente il sapore.
Certo, non posso aggiungere VERO latte: non sarebbe conforme alla legge (non scritta) locale! Meglio questa roba:

caffè

Cos’è? una polvere per macchiare il caffè.

Ingredients
Corn Syrup Solids, Vegetable Oil, Partially Hydrogenated Coconut Oil, Partially Hydrogenated Palm Kernel Oil, Partially Hydrogenated Canola Oil, Hydrogenated Palm Oil, Hydrogenated Soybean Oil, Hydrogenated Cottonseed Oil, Hydrogenated Safflower Oil, Sodium Caseinate Milk Derivative - Not a Source of Lactose, Dipotassium Phosphate Moderates Coffee Acidity, Sodium Aluminosilicate, Mono and Diglycerides Prevents Oil Separation, Artificial Flavor, Annatto Color

A parte tutti gli olii idrogenati… Alluminosilicato di sodio??? Ma che cazzo mi sto bevendo?
Mah… in ogni caso ce ne metto dentro un po’…

caffè

E assaggio. Buono. Accidenti, fa il suo dovere: aggiunge quel gusto di latte cremoso e lievemente zuccherino. Mmm. Sì.
Beh, alla fine, riassumendo, posso dire di aver ottenuto una tazza decente di caffè macchiato, utilizzando roba artificiale che probabilmente a lungo andare potrebbe compromettere la mia salute.

caffè

Visto che non ci camperò una vita qui, direi che posso anche accontentarmi. Menzione speciale per il dolcificante: è davvero strong! La prossima volta provo a sniffarlo e vi dico che effetto fa!
Unica nota negativa: dopo tutte queste prove e controprove m’è venuta tanta nostalgia del VERO caffè, quello della tazzulella che puoi gustare solo a Napule, e solo in alcuni piccoli bar dove le cose hanno un sapore senza tempo… un sapore che ti porta lontano, verso luoghi esotici che nascondono tesori preziosi.
Gli stessi che Neplan suggerisce con i suoi quadri, meravigliosi ed evocativi, che mi incantano ogni volta di più.

caffè


Nessuno75


Ore 19:25 | link | commenti (18)
categorie: yeah, cibarie
mercoledì, 26 luglio 2006

O' Cazone...

Mozzarella.
Mozzarella di bufala campana, da Mondragone o da Battipaglia, possibilmente. Pezzatura da 250-300 g, la migliore. Da mangiare a morsi, oppure accompagnandola con un’insalata di pomodoro, origano e cipolla (tanta cipolla) e pane casereccio. Un’esperienza mistica, direi.
Bah, basta farsi del male: la mancanza di mozzarella è un fardello che dovrò trascinare mestamente sulle mie spalle ancora per qualche tempo… sarà meglio non indulgere ai ricordi.

Però ogni tanto ho voglia di cibo mio, di pappatoria della mia terra, e così, accidenti, quando ieri ho visto un calzone esposto sugli scaffali del supermercato… beh, lo confesso: l’ho comprato.

calzone
Per la miseria, lo chiamano proprio “calzone”! Ce n’erano due versioni: “funghi e pancetta” e “pepperoni” (sì, con due p, che non sono i peperoni, ma una specie di salame aromatizzato, forse, coi peperoni). Ho pensato che funghi e pancetta non doveva essere male, così eccomi qui che aspetto che il microonde faccia il suo sporco lavoro.
OK, è pronto. Apro lo sportello e sento un forte odore di fritto. Questa roba è unta, davvero. Mi chiedo che tipo di olio sarà, quanti trans-grassi idrogenati sto per mangiare, ma ho troppa fame, quindi addento.

calzone
Uhm… il ripieno contiene pomodori (crudi e con le pellecchie, grave errore!!!), formaggio fuso (penso sia quella pseudo-mozzarella di cui ho parlato giorni fa), qualche funghetto qua e là e pancetta. Il sapore di affumicato copre un po’ tutto il resto, e devo dire che sbilancia il gusto complessivo del calzone… tuttavia devo ammettere che non è affatto male (!): in particolare la pastella esterna è davvero soffice e saporita… mi ricorda in modo impressionante i panzarotti che cucina mia zia… continuo a mangiare e la mia impressione è confermata: questa roba non è male, atteso che siamo all’estero. Hanno fatto qualcosa che si può davvero definire un calzone, e in Italia si può tranquillamente mangiare roba simile, o anche peggiore, in qualche friggitoria. L’unto complessivo è molto, certo, ma non nausea più di tanto.
Beh, finisco di mangiare, mi asciugo mani e bocca, e promuovo questo calzone, con tanta simpatia soprattutto per l’impegno dimostrato nel fare qualcosa di decente (e qui non è facile) e somigliante così tanto ai panzarotti di mia zia! Mi resta solo da capire quando lei è stata qui e quanto l’hanno pagata per insegnargli i segreti della frittura…

calzone


Nessuno75


Ore 15:54 | link | commenti (11)
categorie: yeah, cibarie
lunedì, 24 luglio 2006

Er "chiamamolo vino"

Questa volta il vostro affezionatissimo si è lanciato con – credetemi – vero sprezzo del pericolo in un’impresa che resterà nella sua già fin troppo disturbata memoria per lunghi anni: l’assaggio del vino dealcolizzato, o – mai definizione fu più appropriata di quella data dalla mia socia Exanonima – l’assaggio de “ er chiamamolo vino”.
Il motivo per cui da queste parti vendono vino dealcolizzato risiede probabilmente nell’atteggiamento salutista (al limite del puritano) di questo paese, che intende limitare e controllare l’assunzione di alcool e pertanto ne proibisce la libera vendita, incoraggiando però in questo modo sofisticazioni di tal fatta sul sangue di Bacco che, violentato da chissà quale assurdo e complesso trattmento chimico-fisico, viene castrato fino ad essere ridotto ad una brodaglia dal miserabile contenuto alcolico dello 0.5%. I supermercati (non autorizzati alla vendita di liquori) hanno tutti un bel reparto in cui espongono a bella posta bottiglie su bottiglie di birra e vino dealcolizzati, e, come se non bastasse, l’etichetta che, alla stregua di cappio o – se preferite – di gogna, i furbastri appendono al collo delle povere bottiglie recita molto chiaramente: “VERO VINO”. Come dire: oltre il danno, la beffa.

vino

Beh, ragazzi, per me queste sono cazzate, IMMANI CAZZATE!!! Il vino DEVE essere ALCOLICO!!! Non ci cascate, per carità!
OK, non intendo cianciare oltre e, in ogni caso, mi sono ripromesso, nel corso di queste mie esplorazioni alimentari, di non indulgere ad alcun pregiudizio: prima assaggiare, poi giudicare. Mi incammino con passo esitante verso il supermarket, dove trovo tre tipi di… “vino”: bianco, rosso o rosè. Salomonicamente opto per il rosè, verosimilmente ottenuto mescolando in parti più o meno uguali il bianco e il rosso.

vino

Ed ecco la bottiglia: sobria, devo dire, con un’etichetta piuttosto canonica. Il liquido ha un colore che dà sull’arancione, sembra… sembra… sì, ecco, sembra piscio di cammello affetto da emorragia renale. Bah, vado in cucina, prendo un tirabusciò e mi appresto allo stappo.
E cosa vedo? La bottiglia ha un tappo a vite! Un tappo a vite!

vino

Vabbè, famo finta de niente… stappo, verso nel bicchiere… sniffo l’aere: comincia a diffondersi uno strano odore dolciastro… mmm… sembra… sembra… sì, ecco (e due), sembra aceto con lo zucchero! Non sto scherzando, ragazzi, questo… “vino” odora d’aceto!!
Guardo, davvero incerto, il bicchiere…

vino

Il colore è davvero poco invitante. Non sono un sommelier, né tantomeno un degustatore di vino, quindi vi risparmio tutte le menate sul bouquet, il frutto, il gusto, il retrogusto e tutta quella roba, prendo semplicemente il coraggio a due mani e mando giù una bella sorsata (tra l’altro la foto che ne risulta è anche una porca citazione bukowskiana).
vino

OK. Adesso ho assaggiato. Adesso posso giudicare.
E posso dire che questo… “vino”… è davvero una MERDAAAAAAAAAAAA! Una specie di brodaglia con uno strano odore, e un sapore altrettanto incerto, tra l’acetato e il dolciastro, davvero nauseante. Per non parlare del fatto che manca l’alcool: questa roba è “ferma” in bocca, non ha alcuna vita, non guizza, non ti scalda lo stomaco… niente di niente!!! Non scherzo, ragazzi: è un po’ come diluire dell’aceto, aggiungere un paio di rose secche, spruzzare un po’ di succo di limone e zuccherare a piacere… e accidenti, di questa PORCHERIA ne ho viste decine di bottiglie in vendita!!!
Bocciato senza appello, non scomodo nemmeno il mio pollice per abbassarlo: questa roba fa solo ridere i polli con l’influenza…

vino

Per dovere di cronaca vi confesso che il giorno dopo ho cercato di dare a quella bottiglia un’altra possibilità, ma il senso di acetato si era ulteriormente acuito, forse a causa dell’azione ossidante dell’aria: niente da fare. Ho dato un’ultima occhiata all’etichetta, prima di lanciarla dalla finestra: la casa produttrice è tedesca. Questo spiega molte cose, ma non giustifica l’esistenza in commercio di questo schifo.
Mi viene in mente un tipo che comprava l’uva e ne faceva vino in garage: il più delle volte veniva fuori una mezza cagata, ma mio padre lo comprava e lo beveva sempre, vantandosene anche: “questo è vero vino: vino d’uva!”
Ho sempre parlato malissimo di quella roba… ma solo adesso mi rendo conto di quello che oggi giorno hanno il coraggio di definire “vino”, e mi tolgo il cappello di fronte a quel tipo e alle sue bottiglie.


Nessuno75


Ore 16:04 | link | commenti (13)
categorie: merda, cibarie
lunedì, 17 luglio 2006

Il non-burro spray

Cari amici,
oggi il Vostro Affezionatissimo ha deciso di provare uno dei simboli per eccellenza del cibo sintetico ed artificiale: lo Spray Antiaderente!!!
Come? Su, non ditemi che non ne avete mai sentito parlare!! I nostri simpatici e bagoni amici d’oltreoceano si sono inventati un sistema fortissimo per cucinare senza usare il burro: hanno queste bombolette che spruzzano direttamente sulla padella prima di aggiungere il cibo. Il massimo dell’ingegneria applicata alla scienza alimentare: il cibo non aderisce alle padelle, e si insaporisce di burro, ma a costo calorico molto basso, e questi prodotti impazzano sulle tavole degli sportivi – in particolar modo dei culturisti, che ne fanno uso e abuso (beh, i culturisti fanno uso e abuso di un sacco di cose, ma questa è un’altra storia). Negli USA la FDA (Food and Drug Administration) ha addirittura approvato questi prodotti, giudicandoli non nocivi per la salute umana. Sarà. In ogni caso, il nemico è sempre il pregiudizio, e se la prima cosa che ho pensato guardando questa bomboletta è stata: “Questi americani sono toccati nell’intimo”, la seconda è stata: “OK, proviamolo: se non vedo non credo.”

non burro
Il problema è: cosa mi preparo? Ci sono: mi faccio due uova strapazzate. Mmm… tutto quel colesterolo, però… OK, facciamoci due ALBUMI strapazzati… ho giusto a portata di mano un’altra cosa simpatica: mezzo litro di albumi d’uovo in comoda confezione di tetrapak!

non burro
Perfetto, ora è tutto pronto, e così eccomi in cucina.
Sistemo la padella sul fornello spento, e tolgo il tappo alla bomboletta: una scritta mi intima di allineare l’ugello dello spray a un inquietante punto rosso… cosa potrebbe succedere altrimenti? Un’esplosione?

non burro
Bah, ci starò attento. Spruzzo un po’ di questa roba sul fondo della padella, e, sorpresa sorpresa, un gradevole profumo di burro si spande nell’aere… in compenso una strana schiuma giallastra si deposita sulla padella… uhm…

non burro
Beh, non mi perdo mica d’animo per così poco: accendo il fornello e aspetto che si scaldi: la schiuma si dissolve e resta solo uno strato oleoso, su cui verso un po’ di albume. Cottura classica, non noto nessuna differenza, l’albume sembra proprio vero albume d’uovo, niente trucchetti o sofisticazioni di sorta. Ed ecco come si presenta il tutto al termine della cottura:

non burro
Bene, aggiungo un pizzico di sale, e passo all’assaggio.

non burro
Uhm… uhm… uhm… ragazzi, devo dire: non è male. Certo, il profumo di burro è rimasto, appunto, un profumo: specialmente dopo la cottura il sapore di questa roba si è praticamente dissolto, ma non fa affatto schifo. L’ho anche provata spruzzandola direttamente sul pane, e devo dire che ha un gusto, tutto sommato, accettabile. E l’albume si conferma un albume naturale, il che non è poco…
È il momento di dare una sbirciatina all’etichetta per le informazioni tecniche. Questa roba contiene:

- olio di canola
- lecitina di soia
- aroma di burro (naturale)
- beta carotene (colorante)
- Propellenti: isobutano, propano.

- Lipidi: 80% (ma non fatevi ingannare: nella padella ce ne va uno sputo, circa mezzo grammo, quindi pochissimo grasso)
- Carboidrati e proteine: assenti.

La lecitina di soia fa molto bene alla salute (!), sull’olio di canola (qualcuno di vuoi l’ha mai sentita nominare la canola???) ci sono info controverse: c’è chi posta mail in cui si afferma che sia peggio della stricnina, e chi grida alla bufala. Di fatto pare che la canola sia una specie di rapa transgenica, o giù di lì, da cui estraggono quest’olio che può essere usato anche come carburante.
Bah.
CMQ ragazzi, per non farla troppo lunga, mi sento di promuovere questo spray antiaderente: fa il suo dovere, non altera il sapore del cibo, e il fatto che sia spray consente di ottenere il massimo risultato con una quantità minima.
Yeah!

non burro
E una piccola menzione d’onore va anche all’albume d’uovo: pratico, naturale, economico, senza conservanti. Sa di albume e, ripeto, non è poco, in questa terra di bagoni.
RESPECT!

non burro


Nessuno75


Ore 15:38 | link | commenti (9)
categorie: yeah, cibarie
martedì, 11 luglio 2006

Peanut Butter

Benebenebene...
Questa vostra il Vostro Affezionatissimo si è cimentato con uno dei miti della cultura alimentare americana: il burro d'arachidi. Quando lo si nomina, in Italia, le reazioni di chi non lo ha mai assaggiato sono contrastanti: c'è chi è convinto che lo amerebbe e chi lo considera una schifezza e basta. Ma chi di voi non ha visto almeno un film in cui quest'alimento fa la sua comparsa? In "Vi presento Joe Black" il mitico Brad Pitt ne va matto, e se lo strafoga in continuazione direttamente a cucchiaiate. In "La guerra dei mondi", il buon Tom Cruise prepara ai suoi due pargoli una cena a base di pane e burro d'arachidi e poi ci fa il tiro a segno contro la finestra. Beh, dopo Brad e Tom, non posso essere da meno, e poi stasera ho voglia di burro d'arachidi e ho deciso che me ne farò un po'. Vado al supermercato e torno.
RIeccomi con un bel vasetto:

Burro di arachidi
E' in plastica trasparente, quindi quello che intravedete è il colore del burro in questione. Tipo senape. Ma è burro d'arachidi. OK, non posso aspettare, devo aprirlo.
Appena svito il barattolo e tolgo la carta protettiva l'intenso odore delle arachidi mi penetra le narici... beh, che mi aspettavo, lamponi? Non c'è dubbio, è proprio lui. Guardo la pasta: è compatta, ma non ha proprio l'aspetto del burro, è leggermente più granulosa. A proposito: viene commercializzato in due  versioni: vellutato o croccante (con pezzi d'arachidi aggiunti). Io ho scelto la versione vellutata: credo che Brad avrebbe preferito questa. Tom è un rozzo, forse si sarebbe buttato su quella con pezzi di arachidi.
OK, è ora di prelevare un campione:

Burro di arachidi
Uhm... l'aspetto non è dei più invitanti... è una pappa strana, il colore mi ricorda  strane deiezioni animali... comincio ad essere titubante: Brad, ma che cazzo te magni?
Bah, io sono un duro, non posso tirarmi indietro: ora l'assaggio!!!!

Burro di arachidi
Ehi, un momento... ma sapete che questo burro d'arachidi non è affatto male????
Tanto per cominciare, NON E' BURRO!!! Ma ormai ci siete abituati: qui la mozzarella non è mozzarella, i fagioli al lardo non contengono lardo, e così via. E' una crema d'arachidi, per niente dolce come mi immaginavo... morbida e buona, dal sapore non eccessivo. Ehi, me ne faccio altre tre spatolate in allegria, e comincio a capire sempre di più il buon Brad, mentre non mi è chiaro perché Tom ne abbia fatto gentile omaggio alla finestra. Bah, da quando ha fatto "I ragazzi della 56a strada" quel ragazzo è cambiato. Poverino.
Beh, devo ammetterlo: questa roba mi piace, e anche parecchio!!! Una cosa interessante: mentre ve lo pastoiate in bocca, questa pappa si scalda... fa attrito interno!!! La provo sul pane, sulle mele, sulle  banane.... ci sta  bene, dà un sapore leggermente salato ma non stona. COOL!
Veniamo alle informazioni tecniche: l'etichetta mi informa che 'sta roba contiene il 14% di proteine, il 32% di grassi (occhio!), ma niente colesterolo, e il 43% di carboidrati. E' fatta di arachidi, "solidi dello sciroppo di glucosio" (beh, un po' di munnezza ci doveva essere, ma è sostanzialmente destrosio, serve a dare il gusto un po' dolce e a rendere la pasta viscosa), olio vegetale idrogenato (può contenere soja), sale.
Ah, un consiglio importante: se ve lo sparate direttamente in bocca o lo spalmate sul pane non esagerate con le dosi: rischiate di trasformare il vostro cavo orale in una specie di betoniera che impasta un cemento difficile da mandar giù. Per il resto, devo dire che il nostro amico supera l'esame a pieni voti!!
Enjoy!!!!!

Burro di arachidi


Nessuno75


Ore 04:54 | link | commenti (8)
categorie: yeah, cibarie
giovedì, 06 luglio 2006

Fagioli al lardo

Bene, in questa puntata della mia rubrica "Anvedi come ca**o magnano sti bagoni" vi parlerò dei fagioli al lardo. Eccoli qui, appena comprati al supermercato, già pronti per essere pappati.
"Fagioli al lardo in salsa di pomodoro".

Fagioli
Adesso seguitemi in cucina.
Prendo un apriscatole, apro la latta e rovescio il contenuto nella padella.
E qui la domanda sorge spontanea: "Dov'è il lardo?" Dove cazzo è finito il lardo!!!". Ragazzi, mi aspettavo dei bei pezzi di lardo, magari venato di carne, e invece qui non c'è un bel niente. Ah, sì, ne vedo uno... un solo pezzo, ma è cotica. Fottutissima cotica! Strabollita, tra l'altro: una specie di gelatina semitrasparente.

Fagioli
Vabbè, scaldiamo, e passiamo alla fase dell'assaggio.

Fagioli
E qui sorge la seconda domanda: "Dove cazzo è finito il pomodoro?!?!?!?". Ragazzi, questi fagioli sono immersi in una sudicia melassa dolce, che non ha niente a che vedere con il sugo di pomodoro. Reprimo un'imprecazione, e continuo a mangiare. E' stata davvero stata dura finire quei 300 e passa grammi di viscida e melensa fetentissima porcheria, e vi assicuro che di fronte a un piatto di fagioli io non mi tiro mai indietro. E ne ho mangiati di fagioli in agrodolce, accidenti, ma questi sono troppo, troppo davvero. Per non stomacarmi ho dovuto aggiungere un po' di salsa di soia. Quel cubetto di lardo, poi, unica speranza di rifarmi un po' la bocca, si è rivelato una fetentissima gelatina senza alcun sapore.
Accidenti. Poi dici che sono obesi: perfino un cibo così sano riescono a inguaiare con tonnellate di calorico zucchero.
Voto finale :STOMACHEVOLI.
Adesso guardo con preoccupazione l'altra latta che ho comprato: sempre fagioli al lardo, ma in MELASSA. Se questa era salsa di pomodoro, QUANTO SARA' DOLCE LA MELASSA?!?!?
Prima di abbandonarmi a una crisi iperglicemica vi lascio con l'unica citazione possibile in questo caso:

"E comunque, i fagioli erano uno schifo!" (Terence Hill in "Lo chiamavano Trinità")

Fagioli


Nessuno75


Ore 00:43 | link | commenti (9)
categorie: merda, cibarie
mercoledì, 28 giugno 2006

Beef Jerky

Bene, visto che è divertente parlare del cibo locale, inauguro una piccola rubrica alimentare, sperando che exanonima sia d'accordo, in cui vi racconto le mie esperienze.
Stavolta vi mostro la mia esperienza con questo schifo qui.
Si tratta di carne secca di provenienza brasiliana: Oberto è la casa produttrice. Beef Jerky il nome del prodotto.
Ho comprato la versione "original", ma ce ne sono anche altre.


Oberto

L'etichetta assicura alti contenuti di protenie, pochi grassi e niente glutammato monosodico. WOW.
Andiamo a vedere di che si tratta:


Oberto

appena apro la busta l'odore dolciastro mi assale e mi nausea un po'. Porca miseria, è davvero penetrante. Guardo dentro la busta e vedo delle fette di carne secca, molto scure.
In trasparenza rivelano un'aspetto traslucido, si vedono le nervature della carne e dei puntini neri di cui preferisco non indagare la natura.
Ma ecco l'assaggio:


Oberto

abbastanza stomachevole!! Questa roba sa di sangue affumicato, è dolciastra, non facile da mangiare.
Certo, dopo un po' ci fai la bocca, ma tutto sommato, direi che è meglio non averci  a che fare. I puntini neri sono pepe, serve a coprire un po' lo schifoso sapore, credo.
Sorpresina finale: nella confezione ho trovato una bustina quadrata: pensavo fosse sale o qualche spezia, invece è un assorbitore di ossigeno!!! Chissà che succede a questa carne se si ossida!!!
Decisamente sconsigliata!!!

Oberto


Nessuno75


Ore 00:47 | link | commenti (20)
categorie: merda, cibarie